lunedì 21 aprile 2014

Her (Lei)


“Io dico che chiunque si innamori è un disperato. Innamorarsi è una pazzia, è come se fosse una forma di follia socialmente accettabile.”









Causa lungo weekend pasquale ho approfittato per ridurre un pò la lista di film che avevo da guardare. Iniziamo con questo e, già ve lo dico, è quello che mi è piaciuto di più. Il genere che piace a me, con la sua concreta dose di tristezza e analisi sulla vita e solitudine dell’uomo.

(NO SPOILER) 

In breve la trama:
Theodore (Joaquin Phoenix) è impiegato presso una compagnia che attraverso internet scrive lettere personali per conto di altri, un lavoro abbastanza grottesco che esegue con grandi abilità e passione. 
Da quando si è lasciato con la ragazza che aveva sposato non riesce a rifarsi una vita, pensa sempre a lei. 
Quando però una nuova generazione di sistemi operativi, dotati di una incredibile intelligenza artificiale sbarca sul mercato, Theodore comincia a sviluppare una straordinaria relazione con Samantha, la “donna” impersonata dal programma (che nella versione originale ha la voce di Scarlett Johansson).

Il film, per me, è spettacolare in ogni sua singola parte. Non un minuto monotono, scontato o noioso. 
Ridotto ai minimi termini, Her, mette in scena il lungo processo attraverso il quale viene elaborata la fine di un amore. Venire a patti con l’esigenza di andare avanti, lasciare il passato dietro di sé e voltare pagina attraverso esperienze estreme.

Il risultato è che vedendo Her si ha l’impressione che solo in questa maniera sia possibile scoprire veramente quali siano le pieghe in cui poter ritrovare il sentimentalismo oggi.

Entra in assoluto tra i miei film preferiti.

Me lo rivedrò questa sera…



Qua il trailer

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