mercoledì 19 novembre 2014

La grande bellezza

"E' tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore, il silenzio e il sentimento, l'emozione e la paura... Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza. E poi lo squallore disgraziato e l'uomo miserabile."











Ebbene si, finalmente, dopo averci rinunciato due volte, ce l'ho fatta. L'ho finito. Ho visto pure io "la grande bellezza".

Allora, di recensioni, e varie improvvisate tali credo ce ne siano già abbastanza, quindi: niente trama, solo una breve considerazione personale.

Partiamo dal fatto più eclatante, la vincita del premio Oscar come miglior film straniero. Bravi! Dopo "La vita è bella" torniamo a vincere un Oscar, son soddisfazioni. Un po' meno il discorso di ringraziamento di Sorrentino, "un grazie ai miei idoli... tra cui Maradona". Maradona? Vinci un premio Oscar, davanti al mondo, e ringrazi Maradona. Vabbè, forse da napoletano che ama il calcio ci può stare, ma ha suonato molto male. E sempre sulla vincita di questo fantomatico premio m'è sorta una domanda: è il meglio che l'Italia (il cinema italiano) può fare/dare in questo momento? 

Sinceramente? 

venerdì 14 novembre 2014

Virzì

"L'uomo è l'unico animale che sa arrossire... Lo dovrebbe fare più spesso."


dal film "Caterina va in città"









Volevo spendere due parole per descrivere questo regista. Nei giorni appena trascorsi mi son fatto una scorpacciata di suoi film e (meglio tardi che mai) ho scoperto Virzì come un ottimo storyteller
Ultimo detentore dei segreti della commedia all'italiana, ogni scena cattura lo sguardo degli spettatori nel modo più pungente possibile e senza mai perdersi.

Paolo Virzì è abile nel costruire bozzetti coloriti, nel riprendere con sguardo pietoso un'Italia da ridere (e da piangere), acuto quando si tratta di delineare ritratti sociologici, è un po' come un artista rinascimentale, soprattutto perché dai suoi affreschi scaturisce la vera anima del suo lavoro e del suo stile.

lunedì 3 novembre 2014

L'esplosivo piano di Bazil

"Ho un'anima sensibile in un corpo flessibile."











I favolosi mondi di Jean Pierre jeunet più invecchiano e più si fanno giovanili e gioiosamente immaturi. Allo stesso tempo, più le loro ambientazioni vanno collocandosi nel mondo reale e più le sue storie paiono trasformarsi in fiabe.

Ancor più degli altri film di Jeunet (come Il favoloso mondo di Amelie e Una lunga domenica di passioni), L'esplosivo piano di Bazil diventa un lungo gioco, una recita di adulti bambini piena di idee fantasiose e affidata a un gruppo di grandi caratteristi guidati da un attore dalle fenomenali capacità mimiche come Dany Boon. L'espressività di Boon trasforma Bazil in un eroe tenero e romantico a metà fra Chaplin e Bugs Bunny. In una tale avventura dalle possibilità infinite e surreali, Jeunet può dispiegare tutto il suo fantasioso arsenale di idee estrose e di brillanti creazioni, tanto magnifico e pazzo da realizzare un altro "favoloso mondo" dove solo caso e fantasia sono al potere.