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martedì 13 dicembre 2016

Punto

Saper mettere un punto e andare a capo è uno dei segreti di ogni storia della vita.
Se lo ritardi la rovini
se l'anticipi
la bruci
e se lasci che sia l'altro a mettere il punto al posto tuo
vuol dire che tu eri già uscito dalla storia.
Gli addii non si annunciano
si compiono
e la loro violenza è inevitabile
come quando si muore,
la violenza del silenzio che segue.
Gli addii camuffati da arrivederci li considero le perfidie peggiori
in realtà tagliano le gambe ad ogni possibile ritorno
rassomigliano ai falsi addii delle marionette
quelle addestrate a recitare tutte le sere davanti a un pubblico diverso
ma per loro indistinto e sempre uguale,
eterni burattini che se ne vanno con gli applausi dell'ultimo bis
che si confonderanno con quelli di benvenuto del prossimo paese 
dove domani sera replicheranno lo spettacolo.
Mettere un punto non è abbassare il sipario
e nemmeno cambiare copione,
è semplicemente interrompere la recita e uscire di scena
non finire la battuta
osare
interromperla con un punto assurdo
scontentare il pubblico
l'impresario
perfino te stesso
perché recitare il tuo ruolo ti piaceva
eccome se ti piaceva!
Ma vivere tutto "come se" è un danno
lo conosco e me lo sono procurato cento volte.
Ci sono coppie immobili che per paura dell'abbandono sono avvinghiate con il filo spinato del "come se"
come se si amassero ancora...
No
questa volta no
per favore
questo fra me e te non deve succedere
noi fin'ora l'abbiamo evitato 
so che il nostro era amore
io metto un punto perché nessuno ce lo porti via.

lunedì 28 novembre 2016

L'amore

Una volta tanto mi va di parlarvi d'amore
il guaio però è che mi sento parecchio imbarazzato
perché sull'amore non ho niente da dire...
Confesso che avrei una voglia matta di innamorarmi
almeno un'ultima volta
prima di sparire per sempre!
Con lei o senza
Confesso pure che avevo una gran smania di parlarvene
perché io adoro chi si sa ancora innamorare
ma sta diventando maledettamente difficile innamorarsi,
vero?
di uno sconosciuto
ovvio
dell'anima straniera
dell'altro che fino a ieri non c'era
e adesso c'è
nell'innamorarsi è proprio questo il succo
l'andare allo sbaraglio
senza indirizzi
coordinate
bussole!
Ci piace un tale
una tipa
perché quando è passata
c'è parsa una cometa 
e il nostro cielo s'è sentito vuoto a metà
s'è ritirato
come se al sole venisse improvvisamente meno la luna e viceversa!
Sdolcinato, dite?
Chi se ne fotte amigos
sugli innamoramenti
ciascuno valuti come meglio crede e sa
e in amore
penso
ne sappiamo tanto quanto dei dialetti arabi.
Ma c'è una costante
un poco triste
che mi sembra emergere dai vostri silenzi
ed è esattamente che vi innamorate pochissimo
o per nulla!
E poi c'è un'altra mia credenza personale
i colpi di fulmine non scattano
se non ci prepariamo prima ad essere fulminati
non si tratta di andare a caccia come iene
né di pretendere
barricandosi in casa 
che l'anima gemella 
venga a cercarci casa per casa come la Gestapo
no!
Io parlo d'altro!
Credo che se non si fa un bel po' di pulizia interiore
se non si calciano e pedate prima i vittimismi 
se non la piantiamo di scaricare sull'essere umano
che incautamente c'ha gettato gli occhi addosso
tutta la nostra pelosa diffidenza
o l'astio che proviamo per gli sconosciuti senza lettera di raccomandazione
la scintilla
non scatterà mai.
Dal calcolo e dal compromesso
nascono solo amori pesanti
dalle valutazioni dei portafogli
dagli inciuci sentimental-politico-commerciali
dei rapporti fra uomo e donna
formano solo coppie pesanti
che sono esattamente le coppie scoppiate di oggi
inseparabili che presto o tardi si separano.

Ma io sproloquio
perché parlare è il mio mestiere
Ditemi che non sto sognando
Ditemi invece che vi innamorate ancora
e tanto!
e bene!
e sarò felice di sentirmi sfigatissimo
perché qualche chance 
vuol dire che ce l'avrà pure questo bazzico matto che vi scrive.

lunedì 24 ottobre 2016

Conformismo

C'è un fantasma che infesta il mondo
ma fa paura solo a quelli che riescono a vederlo
veste le stesse scarpe
da Manhattan a New Delhi
ha il medesimo make up 
da Hong Kong a Nairobi
e parla la lingua dei pubblicitari
il conformismo
quello che ti fa sentire prima l'eco della domanda
e mai la risposta...
ma non è solo una questione di vestiti e cravatte
in fondo già c'aveva provato Mao 
a metterci tutti in tuta da lavoro
vero?
la paura della solitudine
e la pigrizia di pensare
ci faranno accettare qualsiasi cosa
questo è un conformismo dell'anima.
Stilisti
modelle anoressiche
new age
retro
mode culturali
e
lo dicono tutti
caratteristiche del secolo
locali in
ambienti
bella gente
e scelte out
fanculo agli opinion leaders!
agli ospiti fissi
e a quelli che fanno tendenza
ci stanno strappando la creatività dalle mani.
Troveremo Benetton sulla faccia dei San Pietro
e sostituiranno i Caravaggio con la reincarnazione del Mago Otelma
è già così!
Ti svegli la mattina 
e la radio ti serve elenchi di dove andare in vacanza
di cosa fare 
chi devi conoscere
di chi ti devi innamorare
corri alla mostra da non perdere
all'evento televisivo dell'anno
al film del millennio
e alla cucina che farà epoca!
Ne servono tanti di voti
telefonate
asterischi
stelline
pallini
e michelin
per inchiodarti al conformismo
ma sono le tue emozioni a finire in croce
quelle che stanno fuori dai film campioni d'incassi
dai libri best seller
dalle copertine dei settimanali
e dai sondaggi d'opinione!
Fanculo alle ultime novità
alle ultime notizie
all'ultima abitudine!
Io lo detesto quest'andazzo
sono fuggito
per riprendermi i miei NO
e i miei SI.

lunedì 17 ottobre 2016

Lettera ad un amore finito

Un amore finisce com'è cominciato
con una domanda alla quale non si sa dare una risposta...
All'inizio è: "Mi sono innamorato di te?"
E alla fine è: "Ti amo ancora?"
La risposta alla prima domanda è Si
Se ci domandiamo se siamo innamorati di una persona conosciuta da poco
significa che lo siamo
almeno un poco...
Ma se dopo un anno
o venti
cominciamo a domandarci
"L'amo ancora?"
la risposta è quasi certamente No.
Perché quando si ama non si fanno domande
si vive!
Le domande presuppongono un dubbio
e il dubbio mal s'accorda con l'amore
L'amore
per essere tale
è incondizionato
perdona tutto all'amato
fino alla follia.
L'amore condizionato è il tipico rapporto di oggi
in cui il confine fra affetto ed interessi
è quasi sempre promiscuo.
e facilmente espugnabile da un terzo
ossia l'amante.
Lo so lo so
vi starete domandando per chi stia facendo l'Alberoni della situazione
per una donna...
ovviamente
e non ne farò più il nome
Una donna che mi ha scritto a voce alta se mi amava ancora
no
tesoro
no 
amore
tu stai amando sempre di più te stessa
sempre meno quest'uomo che muore
ti capisco
nulla allontana di più che la sofferenza altrui
niente crea un vuoto tanto vasto che l'isolamento
la sconfitta
intorno a chi
come al sottoscritto
sta subendo un conto alla rovescia sulla propria testa
Ma chiamandoti per l'ultima volta "amore"
anch'io
che ti sono stato così fedele
mi distacco da te con tutta l'energia rimasta
poca
quella sufficiente a dare un colpo di coda
lo so cara
avresti voluto che ti trattenessi
che ti gridassi aiuto
che ti invitassi a non lasciarmi proprio ora

no

io non amo chi non mi ama
perché ho capito che è un esercizio sterile ed inutile
così
come ho passato questi anni a ricordarti
così
trascorrerò gli ultimi anni a dimenticarti
e farò in modo che il mio vuoto
sia il più violento e vertiginoso possibile
affinché un nuovo pieno
magari in extremis
mi assista con un colpo di grazia,
quello di un nuovo amore.

lunedì 3 ottobre 2016

Ragazza che non ho

Ragazza che non ho
ti ho già scritto una volta.
Ero più giovane dentro e fuori
sognavo che dal buio fiammante del lavoro potessi uscire tu,
col mio sos di carta tra le dita
e uno di quei sorrisi che sembrano dire:
"perché ti meravigli tanto, Davide?
non hai mai visto uscire una ragazza da lavoro?"
Avrei guardato le tue gambe svelte 
scavalcare la finestra nera della mia Sony,
ti saresti lasciata ammirare
col vestitino di carta giapponese con i fiori d'acqua.
E tutti i miei problemi si sarebbero accucciati in un angolo
come un cane pentito
perché avevo osato dubitare della materia dei sogni.
Vedi ragazza,
credere nell'impossibile è stata la causa di tutti i miei guai 
e di tutte le mie grandezze.
Io ho puntato su tutte le roulette
ho guidato contromano nella notte
sono andato in spiaggia con le scarpe d'inverno 
e mi sono steso col cappotto davanti al mare bruciante,
perché disprezzavo i luoghi comuni
e così non ho mai smesso di credere ch'esisti;
che esistono ragazze che escono da lavoro con il vestito a fiori.
Non sono così sciocco da credere che tu non verrai mai:
i miracoli sono più reali dei soldi,
la verità è che temo di deluderti.
Sono scorbutico
e pieno di dubbi
e non ho mai imparato a ballare.
Ti annoieresti,
temo,
e dopo qualche minuto di silenzio mi diresti:
"usciamo?"
E non mi va di uscire
e poi stasera in televisione c'è il mio documentario preferito
e di là la cena è apparecchiata per uno.
E poi ho l'ansia da prestazione va bene?
Tu hai fatto l'amore fra le stelle
io in letti di serie B
che la sigaretta dopo, era l'orgasmo.
Attenta
non credermi
ragazza che non ho
il mio è un vecchio gioco.
Provocare miracoli e smettere di stupirsi l'attimo dopo.
Se a quel punto te ne andassi via
sarei perduto:
siamo mezzi uomini
mezzi maghi
eterni bambini.
Non credermi
basta!
Portami fuori
è una serata così dolce
ci sarà pure da qualche parte una balera deserta 
dove potrai insegnarmi il ritmo semplice della vita.
Ragazza che non ho
stasera saremo in tanti ad attenderti lo sai?
Tu fai cosi,
non pensare a me!
A forza di credere ai miracoli 
io ho imparato a reggerne l'assenza;
ma uno
questa notte
uno almeno di noi,
fallo felice!

martedì 20 settembre 2016

Il tempo

Immagina di avere una banca che ogni giorno ti accredita la somma di € 86'400 (ottantaseimilaquattrocento) sul tuo conto.
Non conserva il tuo saldo giornaliero.
Ogni notte cancella qualsiasi quantità del tuo saldo che non sia stata utilizzata durante il giorno.
Che faresti?
Ritireresti fino all'ultimo centesimo ogni giorno ovviamente.
Pensaci!
Ciascuno di noi possiede un conto in questa banca.
Il tempo.
Ogni mattina la banca del tempo ti accredita 86'400 secondi.
Ogni notte la banca cancella e da per persa qualsiasi quantità di credito che tu non abbia investito in un'azione.
La banca non conserva saldi ne permette trasferimenti.
Ogni giorno ti apre un nuovo conto.
Ogni notte cancella il saldo del giorno.
Se non utilizzi il deposito giornaliero la perdita è tua.
Non si può fare marcia indietro.
Non esistono accrediti sul deposito di domani.
Devi vivere nel presente col deposito di oggi.

Per capire il valore di un anno, chiedi ad uno studente che ha perduto un anno di studio.
Per capire il valore di un mese, chiedi ad una madre che ha partorito prematuramente.
Per capire il valore di una settimana, chiedi all'editore di un settimanale.
Per capire il valore di un'ora, chiedi a due innamorati che attendono d'incontrarsi.

domenica 6 dicembre 2015

Una violetta nel cuore.

Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita.
Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta.
Che uno dice: è finita.
No, non è mai finita per una donna.
Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole.
Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia.
Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola.
Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare.
Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.
E sei tu che lo fai durare.
Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo;
che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita.
Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane.
Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.
Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: "Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così".
E il cielo si abbassa di un altro palmo.
Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua.
In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima ed è passato tanto tempo, e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata.
Comunque sia andata, ora sei qui e so che c'è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine.
Ed è stata crisi, e hai pianto.
Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d'acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino.
Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance?
E poi hai scavato, hai parlato, quanto parlate, ragazze!
Lacrime e parole.
Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore.
"Perché faccio così? Com'è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?"
Se lo sono chiesto tutte. 
E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli. Un puzzle inestricabile.
Ecco, è qui che inizia tutto. 
E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.
Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te.
Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima. 
Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente.
Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta.
Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.
E' un'avventura, ricostruire se stesse.
La più grande.
Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.
Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.
Perché tutti devono capire e vedere: "Attenti: il cantiere è aperto, stiamo lavorando per voi. Ma soprattutto, per noi stesse".
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre.
Quando meno te l'aspetti...

giovedì 25 giugno 2015

David Lang

Ieri sera (finalmente?) ho visto il film Youth - La Giovinezza di Sorrentino.
Vista la poesia di alcune scene m'è venuto in mente di scrivervi questo breve post sulle musiche utilizzate dal regista sia per questo film che per La Grande Bellezza.
Bè, non tutte, ma sicuramente quelle più significative sono composte da David Lang (maddai?).
Lang nasce nel 1957 (come mio padre) e risiede attualmente a NewYork.
Professione? Compositore (maddai?x2).
La sua musica è ispirata al modernismo, al minimalismo e al rock, e potrebbe essere meglio descritta come post-minimalista o totale.
Nel 2008, come riconoscimento per il suo genio, gli viene assegnato il premio Pulitzer per l'opera The Little Match Girl Passion ispirata alla fiaba della Piccola Fiammiferaia. 
Potete ascoltarla free su Spotify.
Ecco, fine del breve post.
Mi sembrava doveroso farvelo sapere.

venerdì 19 giugno 2015

La Malavita


E niente. 
C'è poco da fare.
Musicalmente i Baustelle mi sono sempre piaciuti nonostante le mie conoscenze si limitassero all'ultimo album e qualche singolo random. Da un po' quindi ho preso posizione, mi son preposto di approfondire. 
iTunes allora e download immediato dell'intera discografia.
E ve lo devo dire, "La Malavita" è un album meraviglioso.
Ogni canzone una poesia.
Di tristezza.
Di guerra.
Di amore.
Di brutti vizi.
Di persone.
Di felicità.
Per me il miglior gruppo italiano contemporaneo, di gran lunga.
Li amo.
In ogni sillaba.

martedì 9 giugno 2015

Sarebbe splendido

Sarebbe splendido
amare veramente
riuscire a farcela
e non pentirsi mai

Non è impossibile
pensare ad un altro mondo
durante notti di paura e di dolore
assomigliare a lucertole nel sole

Amare come Dio
usarne le parole
sarebbe comodo
andarsene per sempre
andarsene così.

sabato 16 maggio 2015

Ho scritto un finale bellissimo

Ho scritto un finale bellissimo.
A caso.
3 frasi.
Uno scambio di battute tra un uomo e una donna.
Un finale che da speranza.
Ora manca tutto il resto.

lunedì 23 marzo 2015

lunedì 16 febbraio 2015

A pranzo...

... In quell'istante ero felice, non ci si accorge mai di esserlo e mi chiesi perché l'assimilazione di un sentimento così benevolo ci trovi sempre impreparati, sbadati, tanto che conosciamo solo la nostalgia della felicità, o la sua perenne attesa.

lunedì 9 febbraio 2015

Ti chiedo scusa ma non so perché

Hai ragione
le calze ti stanno bene
sei magra
sei bella
quando sorridi hai delle fossette che farebbero innamorare il mondo 
il sole ti colora i capelli d'oro
il vento ti profuma di ciliegie e primavera

l'ombra non resiste

hai tutto quello che io possa mai desiderare

ma le calze rosa
mi fanno cagare.

martedì 3 febbraio 2015

Viaggiare


Per me è sempre stato come quando ti scappa tanto la cacca ma smarmotti e cerchi di tenerla fino a quando ti fa male la pancia e poi corri veloce sbattendo la porta tutto sudato e la fai tanto che quasi ti fa male il buco del culo e ti viene da piangere ma poi sei felice e ti senti tanto tanto meglio che quasi sorridi da solo nel bagno e ti senti pieno di energia.
Con la macchina vedi sempre il serpente infinito di grigio e se sei fortunato quello che guida ha la radio alta così non dovete parlare e tu ti perdi nel grigio a pensare.
Con il treno invece vedi passare tutti quei campi verdi e gli alberi che sfrecciano e vicino delle case che io mi chiedo sempre chi ci vive e cosa fanno nella vita e come stanno e se sono felici a vivere in mezzo a tutto quel verde e a tutti quegli alberi.
Con l'aereo vedi tutte le nuvole e all'inizio pensi che è tanto bello perché non lo vedi spesso ma solo quando voli e tutto quel bianco e quel cielo che curva e se sei fortunato c'è anche il sole che tramonta e tu lo guardi e ti emozioni e fai pensieri profondi.
E se stai fermo in una piazza a guardare la gente che passa e che non ti saluta e vedi le macchine che vanno veloci che suonano e corrono per chissà dove e da lontano i treni che partono con le finestre illuminate nella sera tanto che vedi le persone dentro e se alzi la testa al cielo vedi gli aerei con le luci che lampeggiano che chissà dove vanno.
E capisci
che anche immobile sei una destinazione
e che da te passano altre mille strade
anche stando fermo
ad aspettare.

lunedì 2 febbraio 2015

Oriana


La meno aspettata dal cuore
che invece m'ha preso e perduto
Strada senza fine di parole
che ad ogni passo scolpisco
dure come la roccia
invisibili come il vento
indelebili per la mente
Sono oro e luce nell'inferno degli angeli

Testarda tu (a ragione)
a tendere le tue mani
nella mia testa
spiegandomi il bene e il male
pioggia di giudizi

Non mi arrendo
ancora ti cerco
ma non ti trovo

domenica 1 febbraio 2015

Le sue scuse
per me
erano
come la pioggia.

Tutti amano
il calore
del sole
ma io ero sempre
innamorato
dell'idea
che anche l'universo
provasse dolore.

venerdì 26 dicembre 2014


C'è un posto 
nel mondo dove il cuore
batte forte
e rimani senza fiato
per quanta emozione provi
dove il tempo si ferma
e non hai più l'età 
quel posto è tra le tue braccia
in cui non invecchia il cuore
mentre la mente non smette mai di sognare.
Da lì fuggir non potrò
poiché  la fantasia
d'incanto risente il nostro calore 
e non permetterò mai
ch'io possa rinunciare
a chi d'amor mi sa far volare.

domenica 14 settembre 2014

Sarebbe tutto più semplice

Sarebbe tutto più semplice se non ti avessero inculcato questa storia del finire da qualche parte, se solo ti avessero insegnato, piuttosto, a essere felice rimanendo immobile.
Tutte queste storie sulla tua strada.
Trovare la strada. 
Andare per la tua strada.
Magari invece siamo fatti per vivere in una piazza, o in un giardino pubblico, fermi lì, a far passare la vita, magari siamo un crocicchio, il mondo ha bisogno che stiamo fermi, sarebbe un disastro se solo ce ne andassimo, a un certo punto, per la nostra strada, quale strada? Sono gli altri le strade, io sono una piazza.
Non porto in nessun posto, io sono un posto.